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In morte di papa Giovanni Paolo II.

 

nell‘ora predestinata
egli pensò al Golgota,
mormorando una preghiera
per l‘anima in ascesa
affinché il granato rosso
scintillante della luna
si spegnesse lievemente
sulla cupola di Pietro…

vessilli di tristezza
si piegarono a valle,
al cielo si alzarono
dei ceri i lumi;
tutta la notte
all‘altare del Signore
pregarono per lui Chiese,
paesi, popoli…

battezzati per misericordia del Signore,
siamo un‘unica famiglia,
fratelli in Cristo!
e assieme a noi
tutti gli uomini
di buona volontà,
e chi spera nella Croce.

nell‘ora predestinata
egli pensò al Golgota,
mormorando una preghiera
per l‘anima in ascesa …
si è compiuto!
il fiammeggiante granato rosso
si spense alla finestra
del successore di Pietro.

col triste sorriso del martire
è passato oltre
il Portone di bronzo,
dove la luce del suo cuore ardente
un altro orizzonte
illumina …

ebrei, cristiani, musulmani
su quello stesso Sinai
si affidano a Dio
e pregano con una sola bocca:
«Dio è uno, in verità, e santo!»

…quella preghiera
ha cancellato rughe,
tracce di lacrime,
dalle Tavole del profetico sogno …
egli è entrato in paradiso,
in un giardino mirabile,
di foglie dorate
e coperto d‘ombra.

…egli per sempre
resterà il Pontefice,
che costrú ponti invisibili
che, come dita benedicenti,
si elevano da Roma al mondo,
e dalla Chiesa agli uomini …

la morte del giusto
al Signore è gradita;
l‘ultimo che «ci trattiene»,
dal mistero dell‘iniquità
è stato tolto! …
piangi, Polonia, piangi! -
come alla croce la Madonna;
ma non affligerti! -
il tuo grande figlio
è santo!

la luce della sua morte pia
da ora
il buio della nostra vita
illuminerà,
come la sua vita ci ha illuminato finora,
accrescendo la grazia del Signore.

Valentin Nikitin,
Mosca,
Notte del 3 aprile 2005.